QUANDO L’EQUILIBRIO SI ROMPE 

QUANDO L’EQUILIBRIO SI ROMPE 

TEATRO STABILE d’ABRUZZO  | ANIMAMMERSA / TEATRABILE

Dove e quando

mercoledì 21 Luglio 2021, 17:00
Auditorium del Parco

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di Rita Biamonti
regia Eugenio Incarnati
con Alberto Santucci, Alessandra Tarquini, Michele Di Conzo, Diletta De Santis, Federico Colapicchioni, Alberto D’Amico

Lo spettacolo è  sold out

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Lo spettacolo è sold out

Quando l’equilibrio si rompe è uno spettacolo liberamente ispirato alle opere letterarie di John Dickson Carr uno dei maggiori autori dell’epoca d’oro del giallo classico, essenziale nell’allestimento ripropone attraverso una messa in scena e una drammaturgia originale l’essenza umoristica e divertente dell’autore statunitense. Quasi ci si trovasse di fronte ad una pièce in bianco e ner dove protagonista è la trama noir e il testo appare una partitura serrata alla quale abbandonarsi cercando di risolvere l’enigma.

La scelta di proporre questo tipo di spettacolo di genere nasce dal desiderio di incrociare i nuovi linguaggi teatrali con la riscoperta del gusto dei dialoghi, quasi ormai patrimonio cinematografico. Il “giallo” è in questi ultimi anni uno dei generi più seguiti dal pubblico televisivo e dai lettori mentre si nota una carenza di proposte teatrali originali in tal senso.

L’allestimento è scarno e agile. Geometrico nella gestione dello spazio scenico. In scena sei attori gestiscono il testo come uno spartito per coro, attenti al ritmo del testo e all’ascolto dell’altro perché è solo attraverso il dialogo che il proprio personaggio disvela l’equilibrio che ognuno di noi mantiene con il proprio lato oscuro. La sfida diventa così tornare alle origini del gioco teatrale: immedesimarsi e rendere credibile il proprio personaggio adattandolo velocemente a rispondere all’evolversi della trama.

Stando attenti a non perdere mai l’attenzione dello spettatore, che è e rimane, l’unico giocatore esterno che può tentare di risolvere l’enigma prima del personaggio. O può, come accade sempre nella lettura di questa narrativa di genere, godersi solo il momento seduto difronte ad un palco.


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