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SONO FURENTE

Una produzione
Teatro Stabile d'Abruzzo / I Solisti Aquilani
Federica Di Martino con I Solisti Aquilani
Dove e quando

martedì 14 Luglio 2020, 21:30
Piazza Duomo

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con Federica Di Martino
con I Solisti Aquilani Quintetto
Federico Cardilli violino
Matteo Pizzini violino
Margherita Di Giovanni viola
Giulio Ferretti violoncello
Clara Gizzi arpa


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La Figlia di Iorio mancata

Il Teatro Stabile d’Abruzzo e I Solisti Aquilani collaborano per dare vita scenica alle straordinarie lettere tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio. Le lettere che costituiscono la nostra drammaturgia sono scritte dall’attrice tutte nel marzo e nell’aprile del 1904, periodo in cui, nella solitudine e nell’inazione della malattia, la Duse quarantaseienne acquista una doppia consapevolezza: che non interpreterà mai la Figlia di Jorio e che la sua relazione d’amore e d’arte con Gabriele D’Annunzio è finita.

Nell’estate del 1903 in poco più di un mese Gabriele D’Annunzio compone, mentre era in vacanza con Eleonora Duse, il suo capolavoro: La Figlia di Jorio. Alla scrittura dell’opera si può dire che la grande attrice abbia preso parte attiva, accompagnandone l’autore durante la stesura e divorando fervidamente la pagine appena scritte come prima e unica uditrice. Eleonora Duse sentiva il ruolo della selvaggia Mila di Codra suo più di ogni altro. Il 3 marzo del 1904 alle 20.45 si alza il sipario al teatro Lirico di Milano per la prima rappresentazione della Figlia di Jorio.

Ma la protagonista nel ruolo di Mila di Codra è Irma Grammatica. Così, mentre il mondo sancisce il successo indiscusso dell’opera e chiama Gabriele D’Annunzio in trionfo, in una stanza d’albergo a Genova si consuma invece il dramma umano di Eleonora Duse, doppiamente tradita: come attrice e come donna.

Mentre un’altra quella sera recitava la sua parte, la grande attrice malata stringe il suo copione e comincia furiosamente, febbrilmente a leggere dei brani dell’opera. È da questa immagine che siamo partiti per la nostra lettura-spettacolo, un omaggio al cuore dell’attrice, al cuore della donna, il cui sangue si fa inchiostro.


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