LA FIGLIA DI IORIO

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LA FIGLIA DI IORIO

Una produzione
Teatro Stabile d'Abruzzo
un racconto di Vincenzo Pirrotta - Musiche di Antonio Vasta
Dove e quando

venerdì 10 Luglio 2020, 21:30
Piazza Duomo

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un racconto di Vincenzo Pirrotta
musiche di Antonio Vasta
suonate in scena dall’autore


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Si sentono i suoni di un organetto, dissonanti però, quasi urla le note che si allargano lacerandosi, mentre la voce prorompe, nell’uso della tecnica della diatonalità, in ritmi sempre più incalzanti e sempre più vicini alla mostruosità. Il canto si fa slabbrato, straziato, tormentato, dilaniato fino a far nascere la voce che, carica da quanto successo, comincia a raccontare l’”Incanata” contro Mila di Codra.

È questo l’iinizio della nostra narrazione, un solo attore, aiutato da un musicista polistrumentista e che suonerà solo strumenti pastorali (zampogna, organetto, chalomou), si farà carico di far penetrare lo spettatore in un dramma senza tempo e che prende alle viscere, interpretando tutti i personaggi tramutandosi di volta in volta ora in Alingi ora in Mila, e in Lazaro, in Candia, ritornando alle tecniche di “Cuntu” nei momenti corali.

Un modo “altro” di vivere questo dramma Pastorale cercando di conservare tutta la forza e il pathos del capolavoro che Gabriele D’annunzio ci ha consegnato.


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