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IL LUOGO DEL PARADOSSO


Dove e quando

mercoledì 31 Luglio 2019, 21:30
Emiciclo


Gruppo e-Motion - Movimento Danza

compagnia Movimento Danza

coreografie di Gabriella Stazio e nella parte di sé stessi Roberta Escamilla Garrison, Joseph Fontano, Claudio Malangone, Sonia Di Gennaro, Michele Simonetti, Angela Caputo

musiche originali dal vivo e Sound Design Francesco Giangrande

Coproduzione: Movimento Danza, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Mercadante

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Il corpo è il luogo di un paradosso, secondo Jacques Le Goff, ovvero il luogo dove si incontrano peccato e martirio. Un luogo oltre la logica o un problema senza soluzione, oppure contro le regole o meglio oltre l’apparenza. Il corpo è il luogo cruciale delle tensioni dinamizzanti dell’Occidente tra esperienza quotidiana e straordinaria, ragione e contraddizione.

Il luogo del paradosso è composta da “cellule coreografiche”, che hanno come tematiche le avventure del corpo, la rivincita e l’oblio del corpo, la metamorfosi e la memoria del corpo ed altre ancora. L’intera coreografia è il succedersi da una cellula coreografica di un danzatore a quella di un altro ed ogni sera i danzatori decidono in piena autonomia la successione delle loro cellule, senza comunicarlo alla coreografa ed agli altri abitanti del luogo.

Il luogo del paradosso diviene un essere pensante autonomo, o “Una stanza piena di gente” dal titolo del libro di Daniel Keyes, autobiografia di Billy Milligan, prima personalità multipla riconosciuta dalla medicina.

Gli abitanti del luogo vivono una storia in comune in cui, a cominciare da quando i danzatori “fanno il tocco” per decidere chi sarà il primo ad entrare in scena, si crea un ulteriore paradosso, in cui tutti conoscono le parti che compongono la coreografia, ed allo stesso tempo nessuno sa quello che succederà ad ogni spettacolo. Se da un lato la storia del corpo è una storia fatta di oblio, di rinuncia, dell’uso politico della metafora corporea fatto dalla cultura occidentale, dall’altro, come dice Marc Bloch, è necessario restituire un corpo alla storia. E dare una storia al corpo.


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